Il NOSTRO FIUME........


INTRO
 Da sempre le sue acque sgorgano vergini dalle profonde fessure della roccia e innescano così la scintilla di un processo di vita a dir poco strabiliante..
Il suo perenne scorrere, scava costantemente la sua strada tra monumenti di roccia, quasi a strisciare fra gli anfratti più impervi e inaccessibili.
Esso scende sotto la forza di gravita, in un connubio di potenza e supremazia inarrestabile, fino a valle, oltre la città, al di la di ogni impedimento nella via del mare…
Corre, scorre veloce, e il suo costante mormorare fa parte del silenzio di quei luoghi, melodia del giorno e della notte dai tempi più lontani.
La sua linfa vitale alimenta rigogliose vallate, da vita a milioni di organismi, disseta intere città.
Gelide sono le lame d’acqua che scorrono perenni su di un letto scomodo, fatto di massi e ciottoli scolpiti dall’imperterrito scivolare su di essi, nelle rogge, tra i freddi e irraggiungibili orridi e poi ancora negli aperti fondovalle.
 Stiamo Parlando del Fiume al quale dedico milioni di lanci l’anno alla ricerca dell’indiscussa regina di queste acque: la trota marmorata.
 REGOLAMENTAZIONE
 La pesca nei fiumi dove la trota è presente, nella maggior parte dei casi viene regolamentata da statuti ad hoc ed è proprio per questa ragione che è doveroso informarsi al meglio e approfondire tutte le regole per poter esercitare la nostra azione pesca in pieno relax.
In linea di massima le acque di questi fiumi sono suddivise in tratti ‘liberi’, tratti ‘no kill’, ‘catch & release’ e ‘trofeo’..ed alcune zone denominate ‘Sperimentali’…, ma per ognuno di essi vige una regolamentazione a se, quindi volutamente non mi dilungherò su di questo argomento.
Mi preme di più dirvi, che al di la di ogni statuto, non dimentichiamo di portare con noi anche il bagaglio di regole non scritte.
Una fra tutte è l’assoluto rispetto per l’ambiente.  Un valore e un principio che dovrebbe riflettersi nella vita di tutti i giorni e non solo quando siamo a pesca.
 Ricordiamo inoltre che seppur trattenere sia alle volte consentito, reca danni inestimabili in ecosistemi così sensibili e ristretti, questo a maggior modo se parliamo di una specie rarefatta come la marmorata!

 PESCA !
 In primis, l’attrezzatura:
L’ambiente che incontreremo e di conseguenza l’attrezzatura, varierà di molto in base al tratto che andremo ad affrontare e come vorremmo affrontarlo.
 I fiumi montani spesso sono da considerarsi ‘alterni’, questo perché troveremo un continuo susseguirsi di tratti a raschio, buca, correntone, e qualche rara spianata a lenta corrente. Tutto questo ovviamente rispettando la più grande variabile di tutte: la portata d’acqua in base alle stagioni, alle precipitazioni dell’anno e ai tratti in cui ci troveremo in pesca.
Come se non bastasse c’è da distinguere anche il suo percorso in tre distinte tipologie, che possono essere di carattere torrentizio, medio fondovalle e fondovalle.
Ognuna di esse, ovviamente, necessiterà per un’adeguata azione di pesca di un’appropriata attrezzatura, che distingueremo in altrettante categorie di esche, quindi di attrezzi specifici.
 Nei tratti a carattere torrentizio opteremo per canne corte a spiccata azione di punta, una 6.6” può essere la giusta misura, abbinate con piccoli mulinelli di taglia ridotta. Un 2500 delle marche più blasonate è la scelta, ma questo non esclude che si possano trovare compromessi ancora più light. Qui, la maggior parte delle esche che utilizzeremo sarà senz’altro contenuta e ristretta a rotanti di dimensioni esigue, perché nella maggior parte dei casi piccole saranno anche le dimensioni dei pesci che incontreremo. Nulla ci vieta però l’azzardo di qualche piccolo minnow nei tratti a scorrimento più lento e perché no, l’utilizzo delle innovative softbait, capaci di smuovere anche i pesci più svogliati.
 Teniamo presente che molto spesso l’azione di pesca sarà circoscritta a zone davvero limitate e con ‘poca acqua’, quindi qualunque sia la nostra presentazione, gomma,ferro o balsa, dovrà per forza di cose entrare in pesca al primo giro di mulinello, onde evitare di ‘non pescare’ nelle zone ‘calde’.
La pesca alla trota è infatti una pesca di precisione dove un lancio al cm fa molto spesso la differenza.
 Elementi, come poca acqua, scarsa presenza di cibo ed un habitat davvero al limite, influiranno senz’altro nella crescita delle nostre amate trote portandole a tenere ‘linea’ e taglia contenute. E’ però anche vero che in determinati spot, dove la corrente ha scavato qualche bel bucone o nei difficili, quanto inaccessibili orridi,  sarà comunque possibile trovare qualche bella sorpresa… Ammesso che i nostri orari siano consoni con le imprevedibili abitudini delle big.
 In conclusione e in linea di massima, queste acque molto ossigenate sono l’habitat perfetto per le piccole fario.


Il medio fondovalle, forse il mio preferito, invece è il più vario e il più tecnico.
Qui, l’asta principale del fiume subisce davvero tante variazioni e in poche centinaia di metri potremmo trovare diverse situazioni di pesca.
Ampie spianate, correntoni seguiti da forti raschi, buche profonde e incanalate nella stretta valle.. ci porteranno ad utilizzare diversi approcci, ogni pochi passi…
Difficile dire quale sia l’attrezzo più indicato e l’esca principe per questi luoghi.
La canna polifunzionale potrebbe andare dai 2m ai 2.40 ad azione fast o meglio ancora fast-progressiva e su un range di peso lanciabile che va dai 10gr ai 40gr effettivi, abbinata ad un mulinello taglia 3000/4000, per aver il giusto compromesso tra robustezza e percentuale di recupero.
Importante, molto importate è pure la chiusura ‘veloce’ dell’archetto, particolare non scontato, e che ci permetterà di essere subito in contatto con l’esca salvandoci da facili parrucche nei lanci controcorrente.
 Questi luoghi sono ottimi tratti nei quali ogni singola ferrata ci trasmetterà un’emozione diversa, data appunto dalla diversità di ambienti che ci troveremo ad affrontare. Questi infatti, come premesso ci permetteranno di trovarci di fronte alle più diverse varietà di pesci per quanto riguarda taglie e tipologie.
 In queste acque inizia l’areale ideale per la trota marmorata, vera regina del fiume, ma ad ogni modo forte sarà ancora la presenza della fario e pure dell’iridea che insieme alla sua potente difesa resta comunque un valido divertimento.
 In merito agli artificiali, posso dire con tutta tranquillità che il rotante ci farà anche qui divertire molto, meglio se il classico ‘Martin’ nelle misure 12/15 e qualche ‘custom’ più pesante da far lavorare nelle buche.
Ottima è anche la scelta dei minnow dal 7 al 10… sempre sinking.
I più indicati e conosciuti troviamo senz’altro Pelican, Molix, con il suo mitico Brugas, Marmo Crazy, Real Winner, Count Down della Rapala, ed ogni ‘legno’ zavorrato che sia in grado di mantenere una buona azione tra gli incessanti correntoni.
La gomma anch’essa svolge egregiamente il suo compito e molto spesso sembra essere la ‘scelta’, soprattutto ad inizio stagione, quando l’acqua di neve e la scarsa aggressività del pesce esigono un approccio più lento o magari in piena estate, quando nell’utilizzo spiombato può essere utilizzata per delle presentazioni a mezz’acqua..
Questa tipologia di esche infatti tende a restare nella hot zone il più a lungo rispetto ai tradizionali artifizi e a raggiungere spot dove altre  esche non riuscirebbero ad entrare in pesca. L’utilizzo della gomma, esige canne fast e reattive, le quali a seconda dei gusti del pescatore, possono essere abbinate ad un fine trecciato di ultima generazione. D’obbligo è l’utilizzo di un accorgimento molto più usato nel saltwater, ossia l’applicazione di uno spezzone di fluoro carbon tramite nodo all-bright.


Il fondovalle è senza ogni dubbio il tratto degli “”intrepidi””, dell’angler che ricerca un sogno, di colui che non teme il cappotto o una sessione impegnativa.
..Qui l’ho “romanzata” JJJ un pò, solo per dire che se affrontato nel giusto modo può regalare la taglia “forte”..
Al di là della costanza che per forza di cose dev’esserci, sempre.. Sopra l’indole caparbia del pescatore degli ampi spazi, e di quella di ogni lanciatore che ricerca spasmodicamente la livrea marmoreggiata… Qui la fa da padrona l’attrezzatura.
Soprattutto in questi tratti infatti non può e non deve essere lasciata al caso.
Il fondovalle richiede attrezzi diversi e ben lontani da quelli che siamo soliti attribuire alla pesca alla trota.
La corrente aumenta in maniera esponenziale alla quantità d’acqua che troveremo.
In linea di massima per affrontare questi luoghi dovremmo prima di tutto prepararci nel modo adeguato.
Canne lunghe dai 2,40 ai 2,70 con un libraggio che si aggiri tra 1 oz e le 2 oz e oltre, senza nessun timore.
Mulinelli di taglia 4000, ma anche 5000, leggeri e con ottima meccanica e alta percentuale di recupero. Monofilo, fluoro coated di diametro 0.28, 0.30, o trecciato di ugual libraggio… e una buona pre-torrente per preparare le ns. gambe a camminare ore e ore sul letto di ciotoli e massi caratteristici del fiume.
L’utilizzo di trecciati di lb superiori con spezzone finale di un buon fluoro carbon potrebbero esserci utili in caso dovessimo tirar fuori la cattura della vita o anche solo per recuperare qualche artificiale in più.
In termini di catture anche qui, come per il medio tratto, possiamo trovare un po’ di tutto, con l’aggiunta della variante ciprinicola di disturbo. Il cavedano e qualche non troppo raro barbo.
Gli artificiali lanciabili, salgono di dimensioni e peso per forza di cose.
Uno, perché l’attrezzatura che useremo non è adatta per lanciare ‘ferri’, del misura inferiore ad un Martin 15, due, perché qui è meglio osare con qualcosa di più.
Ottimi i minnow nelle taglie dal  10 al 12, 15… e rotanti e ondulanti pesanti e generosi.
Non tralasciamo nemmeno qui la gomma che fa sempre la differenza in acque pressate come i no kill.
L’impeto dell’acqua, come del resto in tutti gli altri tratti sopra citati, rende necessario l’utilizzo di attrezzi che resistano alla trazione dell’artificiale in corrente senza che il cimino del nostro grezzo risulti eccessivamente piegato. Ne vale della sensibilità in pesca.
L’attrezzo giusto è quello che viene scelto dal gusto personale di ogni singolo e quello che trova il perfetto bilanciamento tra la funzione che deve fare e il piacere della pesca in sé.
Il letto del fiume, non si mostra come altrove e ogni tratto, per via della portata, può essere ‘buono’ per tentare la sorte. L’occhio quindi dev’essere dotato, qui più che in altra parte, del senso dell’acqua, ossia di quell’innata e forse astratta bravura nel cogliere i tratti migliori dove lanciare il nostro pesce esca…e perché no, anche di un bagaglio di esperienza che difficilmente e giustamente, non può essere tramandata.
Molte sono le variabili che influiscono sul risultato di ogni lancio..
Dobbiamo saper scorgere la possibile tana… l’area in cui a lei sia consentito stazionare ed avere una visuale laterale per sferrare l’attacco…..
Insomma dobbiamo in qualche modo immedesimarci nel pesce per capirne le sue abitudini, i suoi segreti e limiti.
Qui, vige il regno incontrastato della Marmorata, che oggigiorno sta divenendo sempre più rara per una serie di fattori, come in (livello minimo vitale), purtroppo mai rispettato dagli enti energetici che gestiscono le nostre acque, i famelici cormorani, alcuni obsoleti e ridicoli regolamenti che permettono appunto il peggiore dei problemi, l’incarnieramento di questo meraviglioso pesce.. Lasciando poi alla coscienza di ognuno di noi il da farsi.
 Non dimentichiamo il Lago, che spesso, interrompe con sbarramenti artificiali i nostri fiumi..
Qui la pesca è davvero un’altra cosa.. Siamo ben lontani dal fascino dell’acqua corrente.
Nulla a che vedere con le selvagge acque che scivolano a valle impetuose e spumeggianti.
Niente massi e riferimenti, pochi immissari e hot spot lontani dalle rive. Qui senza un’imbarcazione, si ha davvero un’azione di pesca limitata…
Solo acqua, tanta acqua ferma...
Al di la della volutamente ‘grigia’ premessa, il lago può saper regalare taglie importanti e se affrontato nel modo giusto, potrebbe regalare qualche bella sessione.
Parlo purtroppo senza esperienza, in quanto non ne sono un abituale frequentatore, ma sono egualmente sicuro che il miglior approccio rivolto al mero divertimento sia quello di affrontarlo a Light-Game, ossia con canne ultralight, magari con cimino riportato solid tip o tubolar, in base alle tecniche utilizzate innescando a sua volta micro soft bait, testine, piccoli minnow e ondulanti.
Le canne utilizzabili per questa tecnica, sono spesso ‘rubate’ al rock-fishing in salt-water, ma sono comunque promiscue a questo utilizzo. La loro lunghezza ottimale per il lago, varia dai 7.6” ai 7.9” nel range di peso lanciabile 0.6 – 8gr.
Per quanto concerne il mulinello resterei su taglie 1000 per quelli di vecchia concezione, mentre per quelli costruiti con materiali ultra leggeri, mi alzerei fino al 2500, 3000 con bobina a basso contenuto, così da mantenere un ottimo bilanciamento. L’avvolgimento a spire incrociate è da preferirsi considerato l’uso di pesi davvero esigui e quindi a causa della scarsa tensione al rischio di probabili ‘parrucche’.
Per quanto riguarda il monofilo, starei su uno 0.18 fluorocarbon o alternativamente su micro-trecciati, ma anch’essi collegati ad un finale in fluoro.
 Questa divertente parentesi dello spinning alimenterà certamente il nostro divertiremo insidiando trote, salmerini e ai bellissimi reali che solitamente popolano questo genere di acque, aprendo una parentesi più piacevole e moderna alle nostre sessioni in bacino.
 Se invece ci consideriamo ‘only trout’, e peschiamo da riva, allora dotiamoci di canne lunghe e di lipless, così da raggiungere distanze considerevoli e sondare conseguentemente maggior acqua.
 MARMORATISTA: CHI E’ ?
 Colui che insidia, questo fantastico pesce non è certamente un pescatore che si scoraggia facilmente.
Diversamente dal Pescatore A Mosca, cerca esclusivamente la trota di taglia, quella della vita, ma il più delle volte condivide con lui il rispetto dell’ambiente.
Dalla scomodità nel quale svolge la sua azione di pesca trae le sue forze.
Ama poco la luce, e l’acqua troppo limpida non la vuole, preferisce quella velata..
Non esce dove non c’è ‘tana’ e gli piace il colore scuro che le ramaglie intrecciate su di un masso, creano nel turchese delle acque del suo fiume.
E’ schivo, alle volte solitario e scende tra i boschi con il passo di una volpe, mentre l’acqua e l’umidità del mattino penetrano le sue ossa.
Non gli piace vedere la sua ombra, mentre pesca, preferisce nuvole e pioggia al sole.
Adora le levatacce, soprattutto quando il buio regna ancora e una perturbazione se n’è appena andata.
Pesca con canne che altri adopererebbero per tutto tranne che per le trote..
Scende nel greto e innesca la sua migliore esca, magari della stessa taglia del pronta pesca che il vecchietto l’indomani pescherà.
L’esca che gli da fiducia e l’unica che rade la barba ai massi che dormono nel tetro fondale.  
Giunto nel greto, attende.. e non lancia subito, studia la situazione, inala l’aria frizzante del mattino e assapora quella libertà che solo certi ambienti, la solitudine e la pesca sanno dargli.
Magari si siede, riposa dal lungo cammino che l’ha portato in quella scomoda ‘sedia’ fatta di pietra…
Scruta l’acqua in cerca di qualche evidente segno di attività, ma ancora non lancia.
Si alza e fa ancora qualche passo senza spostare un sasso, pesca da lontano, e fa volare il suo inganno lì dove la schiuma finisce o la dove il ‘baffo’ d’acqua taglia la corrente..
Fa scendere la sua trappola lungo la corrente e ancora fa passare il suo filo attorno a quel masso..
Non smette di ascoltare il nuoto del suo inganno fino sotto ai piedi, quando dalle ramaglie, esce lei che spezza il silenzio, prima di un’altra epica cattura..
Una bella foto e via di nuovo nella tua tana..
Questo è il pescatore di marmorate, diversamente, sarebbe ‘solo’ un pescatore… J
 IN SICUREZZA !
 Non si parla mai di questa parola, o se ne parla relativamente poco quando discutiamo di pesca.
In questi luoghi, spesso isolati, la sicurezza invece dev’essere messa al primo posto.
Waders: possibilmente traspiranti con cintura ben legata in vita, così da rallentare drasticamente l’accesso dell’acqua in caso di accidentale caduta.
Non spendeteci troppi soldi, in quanto l’usura di questi è notevole, considerando le lunghe scarpinate che caratterizzano questa pesca.
Boot: devono essere chiodati su gomma o feltro in base alla preferenze di ognuno.
Io ad esempio utilizzo un modello ibrido con feltro, chiodi e tacco in gomma, forse la miglior soluzione.
.. l’attrezzatura di contorno, sarà ridotta al minimo, così da renderci più leggeri negli attraversamenti del fiume e nei passaggi dentro al bosco,  come per muoverci all’interno del greto.
 Quanto essenziale poi lo riassumerei in:
GUADINO, capiente a rete profonda e munito di calamita, così da appenderlo e staccarlo agevolmente dalla nostra schiena;
OCCHIALI POLARIZZATI, per ridurre il riflesso in acqua. Utili soprattutto per vedere il fondale e dove si mettono i piedi, ma non solo, molto spesso la cacciata avviene a vista, e lì il sangue freddo può regalarci qualche buona ferrata in più.
BASTONE DA WADING.. può sembrare superfluo… ma se si pesca in solitaria, può essere il nostro miglior amico.
 ATTENZIONE quindi ad ogni passo, perché la montagna può essere molto insidiosa.
 OPPORTUNITA’ E FUTURO
 Molte sono le opportunità di turismo che la pesca potrebbe offrire a questi luoghi.
Basti pensare che una buona gestione dei tratti presenti, magari rivolta verso la tutela e rilascio del pescato, potrebbe portare ad un significativo incremento della qualità della pesca, questo perché con l’aumento delle zone di tutela, catch & release e no kill, se ben gestite, regalerebbero ogni anno sessioni più belle.
Con il loro clamore, il turismo rivolto alla pesca aumenterebbe di molto e con esso anche gli introiti derivanti. Aumenterebbero i soggiorni e con essi le famiglie che andrebbero a rivivere località di montagna oramai nel dimenticatoio a favore di posti più ‘In’….
E non solo la pesca o le attività che ci girano attorno ne troverebbero beneficio, arriverebbe senz’altro aria nuova per tutto il settore turismo della zona.
Si potrebbe dire senza troppi incertezze, che la Nuova Zelanda potremmo averla in casa!

Ovvio però che come in altri settori, i ‘grandi numeri’ avrebbero di certo un rovescio della medaglia…
E’ indiscusso il fatto che la massa contenga anche i suoi svantaggi e lati piuttosto negativi.
Proprio per questo, ipotizzando quanto sopra, si dovrebbero deliberare dei regolamenti ad hoc, molto più restrittivi e rivolti verso qualità e tutela dell’ambiente, adibire più personale ai controlli, insomma evolvere di gran lunga quello che fino ad oggi e stato… compresi quegli interventi che negli anni modificano sempre più l’alveo dei nostri fiumi.
Il ‘pensiero’ comune a molti, deve assolutamente progredire, se vogliamo poter godere di tutto questo anche nel futuro.
 Chissà.. Io voglio essere positivo, e immaginare mio figlio felice di rivivere le mie stesse emozioni… Sensazioni che solo questi magnifici luoghi sono in grado di regalare, magari pescando proprio una delle stesse trote che abbiamo rilasciato oggi.....
Davide Lugato.

SPINNING PASSION ringrazia Davide che con questo bellissimo articolo oltre a trasmettere la sua grande passione ci aiuta a capire meglio il bellissimo mondo dello spinning alla trota nei fiumi del nostro bellissimo territorio...

SPIGOLE AUTUNNALI IN CORRENTE.....................


 Il periodo e quello giusto, le prime mareggiate , l'abbassamento delle temperature, e l'avvicinarsi del periodo di riproduzione , sono tutti fattori che coincidono con il momento migliore per catturare uno dei mie predatori preferiti ovvero la spigola.
Chi conosce questo pesce sa come sia imprevedibile, astuto e lunatico, ma e pur sempre  un pesce che regala grandi emozioni  come la sua abboccata a dir poco fragorosa e a volte potente, ma come sempre per riuscire per ottenere buoni risultati occorre spirito di sacrificio e molta conoscenza dell'ambiente che siamo soliti frequentare, e non per ultimo utilizzare  l'artificiale con le caratteristiche giuste  a quella determinato momento.

In questo mio breve racconto vi voglio parlare di come utilizzo con successo uno degli artificiali a me più cari , ovvero il Brugas, un minnow  di  8,5 cm per 20 gr , il disegno "flat" particolare e l'originale azione oscillante che sviluppa in caduta , gli consentono di lavorare  con disinvoltura anche in condizioni atmosferiche difficili con  vento, forti correnti, schiuma e risacca, Il vero motore di quest'esca e la paletta di generose dimensioni , che unita alla sua particolare forma gli garantiscono eccellenti prestazioni in presenza di forti correnti che anche in azioni di traina più o meno veloce.
Chi mi conosce sà che sono solito pescare nella meravigliosa Laguna Veneta, un ambiante affascinante ma altrettanto difficile da interpretare e conoscere, in questo momento i miei hot spot stagionali sono tutti quei canali che hanno uno sbocco diretto con il mare o nelle immediate vicinanze, questo perchè  vista l'arrivo del freddo la nostra amata regina abbandona le acque basse della laguna per ripararsi al calduccio di qualche bel canale profondo.
Queste zone visto le maree piuttosto sostenute sono caratterizzare a volte anche da forte corrente, ma sono altrettanto zone dove si concentra gran parte del pesce foraggio e di conseguenza anche la nostra spigola, zone dove fino a qualche anno fà  riuscivo ad affrontare solo nei cambi di marea in condizioni di calma, oggi invece grazie al Brugas riesco  a pescare e malgrado la forte corrente le spigole non disdegnano di certo ad attaccarlo.

L'azione di recupero può variare molto in base alla corrente, se quest'ultima e poco sostenuta amo dare qualche leggera jerkata  in modo da renderlo più visibile al pesce, cosa che non faccio quando la corrente è sostenuta, il suo particolare nuoto vibrante farà tutto da solo e le vibrazioni che emetterà saranno l'arma giusta per stimolare l'attacco del nostro predatore.
Alcuni pescatori locali  di spigole , lo utilizzano con successo anche nella pesca a traina , questo artificiale grazie ai successi riscontrati tra noi amanti dello spinning , sta avendo anche un buon riscontro anche nei pescatori a traina molto presenti in questa zona e particolarmente portati alla cattura della spigola.
Detto questo volevo ringraziare pubblicamente tutti i lettori di questo Blog che grazie alle loro visite ci riempiono di  stimoli e voglia di raccontarvi le nostre avventure e le nostre opinioni, Grazie di Cuore...........
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF 

NELLA TANA DELLE "GALLINE ADRIATICHE"............

Il periodo è quello giusto, le prime nebbie, il mare calmo , il poco vento, sono tutte condizioni ideali per praticare il light jigging o meglio l'Inchiku ad un pesce che noi adriatici amanti della pesca in verticale piace  molto cioè la " Gallinella" che  assieme alla spigola e una delle prede  più ambite.
Il nostro tratto di mare , ospita una buona colonia di questo colorato predatore e in alcuni tratti ben delineati e ben radicato e gli esemplari di taglia di certo non mancano, la pesca che più ci diverte in questo periodo e sicuramente l'Inchiku , fatto con artificiali piuttosto leggeri(max 80gr) per via della poca profondità del nostro mare, a questi abbineremo una azione di recupero piuttosto lenta e senza mai staccarci troppo dal fondo, questo perchè la nostra "gallina"ama starsene in profondità a razzolare , magari in zone ricche di qualche ostacolo.E un pesce che si prende in qualsiasi ora del giorno , meglio se le giornate sono nuvolose o nebbiose , questo sinceramente non me lo sono ancora spiegato ma le statistiche parlano chiaro e le catture effettuate da alcuni amici confermano la teoria sopra citata.
Per quanto riguarda l'attrezzatura , una canna con potenza 60/150 gr e l'ideale , a volte anche una più leggera può essere d'aiuto quando vogliamo effettuare una presentazione un po più light, ma non necessariamente indispensabile, un rotante affidabile inbobinato con un buon trecciato da 15/20lb e la nostra attrezzatura e ben che servita.
Dopo aver parlato di attrezzatura e e artificiali  e importante saper deve calare le nostre esche!!!  le zone migliori sono tutte quelle zone cosiddette "presure" cioè zone con un fondale sabbia misto detriti , ambienti ideali dove in alcuni periodi dell'anno troviamo pesci di fondale come la nostra "Gallinella" che rendono felici chi ama pescare a vertical.
Nel prossimo periodo speriamo dedicare più di qualche uscita a questo bellissimo e colorato predatore e speriamo veramente di catturante una di taglia come quella in foto , cattura effettuata dal Grande Otello un amico che negli ultimi anni ha dedicato molto tempo a questa pesca e i risultati non sono certo mancati.
Alla prossima 
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF

EGING...................UNA PESCA FACILE FACILE......


Il periodo e quello giusto, le seppie stanno lasciando la laguna per prendere il mare aperto,è l'occasione giusta per dedicare qualche pescata ad un pesce, o meglio cefalopode, dal fascino quasi misterioso, un predatore che a volte stupisce per la sua aggressività nell'attaccare le nostre totanare, insomma la seppia sa farci divertire..
Di seppia e di calamari vi voglio parlare, o meglio di EGING che non sarebbe altro che la tecnica che si usa per insidiarli, una pesca facile facile , come suggerito nel  titolo del mio post , una pesca che è l'ideale per chi si avvicina allo spinning in mare, una pesca dove con poche attrezzi si e subito in pesca, in  poche parole poca  spesa tanta resa.
Partiamo col parlare della canna , per i neofiti di questa pesca una canna con una buona sensibilità di punta e una lunghezza non superiore agli 8" e l'ideale, non mi addentro nello specifico parlandovi di attrezzi super performanti, quelli al limite li acquisterete nel caso la tecnica vi appassiona, ma cominciamo a pescare con quello che già abbiamo, a questa abbineremo un mulinello di taglia 2000/3000 inbobinato con un tracciatino da 10-12 lb, al quale legheremo un finale  in fluoro di diametro non superiore allo 0/30 0/32.
Per quanto riguarda le esche o meglio le totanare, la mia esperienza mi suggerisce di consigliarvi l'acquisto di pochi artificiali ma di qualità, questo perchè in condizioni difficili quando il nostro cefalopode attacca con restio, l'artificiale di qualità fa veramente la differenza.
Al giorno d'oggi il mercato offre una gamma infinita sia come colorazioni che come forma o tessuti di rivestimento, le mie personali scelte ricadono su totanare rivestite in tessuto Keimura, un particolare filato in grado di conferire all'esca maggiori tonalità e reverberi sensibili ai raggi UV. le colorazioni disponibili ormai spaziano dai colori più o meno realistici a colorazioni sgargianti o fluorescenti, diciamo che una discreta variabilità ci permetterà di affrontare le diverse situazioni sia di luce che di profondità.
Il nostro Cefalopode non sempre attaccherà lo stesso artificiale o meglio la stessa colorazione, questo sinceramente non me lo sono ancora spiegato , ma possiamo tracciare delle linee guida che ci aiuteranno a scegliere il colore giusto .per acque poco profonde e particolarmente chiare la mia personale scelta ricade su colorazioni tendenti al viola, azzurro o naturali, per giornate coperte e acque più profonde le colorazioni che preferisco sono rosso con le sue varie sfaccettature , fluo anche in questo caso con le sue svariate varianti , ed infine il rosa....

Dopo aver parlato di tutto il contorno ovvero quello che ci serve per pescare, veniamo al dunque ovvero come pescare le seppie, come già scritto nel titolo e una pesca semplice semplice, l'azione di pesca e pressochè uno striscio sul fondo altalenando qualche colpo deciso in modo da far alzare dal fondo la nostra esca, a  quest'ultima sono solito attaccare dei piombi a goccia dal peso variabile in base alla corrente e alla profondità di pesca, in foto qui a fianco ecco un paio di miei artificiali zavorrati e pronti all'uso, l'abboccata che avvertiremo non sarà altro che un appesantimento, come quasi avessimo attaccato una borsetta , a questo punto non serve ferrare ma continueremo l'azione di recupero in maniera lenta e continua, un guadino sara quanto mi meglio per salpare la seppia una volta arrivata in superficie.
E una pesca che si presta molto bene sia da terra che da barca, e chiaro che l'utilizzo del natante ci permetterà di sondare diversi spot e diverse profondità, ma per chi non ha la possibilità di uscire con un natante  anche la pesca da terra  magari da un molo di un porto può essere di sicuro interesse.
Per tutti i neofiti di questa pesca spero che questi miei personali consigli siano un buon aiuto e aspetto con ansia le foto delle vostre catture , sarò ben lieto di pubblicarle nella pagina del blog.
A presto
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF





NELLA TERRA DEI GRANDI PERCA........................



Forse le nostre acque non regalano continuità di catture come quelle riprese in questo video, ma anche qui da noi il lucioperca sta avendo una crescita e una espansione non indifferente, tanto che in alcune zone e ben radicato e sta appassionando un discreto numero di pescatori....cercheremo prossimamente di approfondire l'argomento magari intervistando dei veri esperti...

SPINNING PASSION STAFF

SUMMER ASP FISHING...............

Quest'anno mi ero promesso che avrei cercato l'aspio anche nei mesi caldi, al contrario di come sono abituato a fare cioè pescarlo solo d'inverno, c'erano tutti i presupposti e già individuato alcuni spot di sicuro interesse, ma come sempre il richiamo del mare e stato più forte..........
Certo pescare l'aspio d'estate e ben differente rispetto ai miei normali canoni ecco perchè ho chiesto alcune info tecniche a Simone Ventura un ragazzo gentilissimo  che mi ha illustrato il suo modo di pescare questo predatore nei mesi più belli dell'anno.
Partiamo dal presupposto che gli ambienti dove pesca Simone sono un pò differenti ai nostri fiumi , sono ambienti con acqua prevalentemente chiara, corrente e a tratti particolarmente bassa, insomma il contrario dei nostri fiumi di pianura dove sono abituato a prendere l'aspio d'inverno, le caratteristiche comportamentali del nostro predatore sono le medesime per cui cercheremo di adattarle ai nostri spot.
Le prismate sono tra gli spot più ricercati in quanto l'aspio ama starsene tranquillo ma sempre pronto a sferrare una attacco al malcapitato pesce foraggio, Il lanciare il più possibile vicino alla sponda sembra essere la soluzione migliore, in quanto fin da subito potremmo simulare un pesce foraggio che alla vista del predatore comincia a fuggire, se il nostro amato e in caccia l'attacco avverrà nei primi metri di recupero con uno stop secco e una fugace ripartenza.
Nelle giornate più calde la scelta prevale su spot dove l'aspio trova riparo, ovvero alberi, ponti, ecc ecc, in pratica un pò come facciamo noi in quelle torride giornate di luglio agosto, cerchiamo l'ombra magari sotto l'ombrellone se siamo al mare o magari sotto un bell'albero se siamo in montagna.
L'azione di pesca sarà pressochè la stessa , ovvero cercheremo di lanciare il nostro artificiale il più vicino all'ostacolo e come per la prismata se il predatore sarà in caccia l'attacco avverrà praticamente nei primi metri.

Chi pesca l'aspio con una certa frequenza sa che  ha delle finestre di attività durante l'arco della giornata, sicuramente in estate alba e tramonto sono da preferire , ma chi conosce questo pesce sa come sia imprevedibile e possa sorprenderci magari alle due  del pomeriggio magari sotto un sole cocente....
In molti casi riusciremo a vedere l'attività del nostro predatore grazie alle fragorose cacciate  a  galla che è capace di fare e questo ci aiuterà non poco l'individuazione, a volte invece gli attacchi al pesce foraggio avvengono negli strati inferiori per cui difficili da captare, in ogni caso le finestre di attività hanno una durata variabile da pochi minuti fino a quasi un ora.
Parlando con Simone in fatto di artificiali in molti punti ci troviamo pienamente d'accordo, ovvero un esca particolarmente vibrante è più catturante rispetto ad altre, in effetti la maggior parte delle mie catture invernali sono state fatte tutte con del Metal Vibration recuperati in maniera lineare senza molti sfronzoli, questa regola con molte probabilità vale anche nei periodi caldi.
Credo che in questo finire d'estate questi consigli siano ancora utili e cercherò di metterli in pratica e spero di condividere con voi magari la cattura di qualche bell'aspio, insomma non ci resta che andare a pesca...
Un ringraziamento particolare a Simone Ventura per le foto e per la disponibilità , e chissà che prima o poi riusciremo a fare una pescata assieme...
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF


NUOVI SPOT PER NUOVE EMOZIONI................


Ci sono delle catture che portiamo nel cuore non per la loro taglia ma per il significato che hanno per noi. Da molto tempo volevo avventurarmi in un fiume in cui non ero mai stato,un fiume meraviglioso dalla grossa portata d’acqua, ben popolato da fantastiche marmorate ma altrettanto difficile e tecnico. Parto senza grandi aspettative, più con l’idea di vedere un posto nuovo e passare una giornata con un nuovo amico che gentilmente si offre di farmi da guida. Il fiume è davvero fantastico e offre paesaggi mozzafiato, durante tutto il pomeriggio si lancia tanto ma non si hanno riscontri se non qualche timida botta sul artificiale pur avendo provato una buona panoramica di esche e varie tecniche di recupero.
 Verso l’imbrunire decidiamo di spostarci più a monte in una profonda buca dalle dimensioni mastodontiche dove di fronte a noi a una trentina di metri termina alzandosi di livello creando un grande raschio, l’acqua nel ultima mezz’ora è diventata quasi marrone lasciandoci ben poco da sperare, provo con dei lanci lunghi a sondare con un long jerk la zona del raschio dove solitamente le marmorate si buttano in caccia ma nulla da fare….. dopo poco cambio strategia attaccando al mio terminale un buon Brugas che mi permette di andare in caccia sul fondo, lo lancio alla mia sinistra da dove arriva il flusso d’acqua e lo mando in azione su tutta la parte di corona che precede il raschio proprio di fronte a me sentendolo picchiare sul fondo…. BUM!!!!!
 Partenza di una discreto pesce proprio sulla zona più profonda che precede il raschio! Tantissima la mia soddisfazione nel vedere risultato alla mia intuizione e in effetti dopo qualche minuto altro pesce in canna, questa volta la canna si piega forte, molto forte ma dopo qualche secondo si slama…..

La mia giornata termina con una bella marmorata che anche se non enorme mi riempie il cuore di gioia inquanto presa in uno spot difficile ma soprattutto presa ragionando sul “come,dove,e con cosa” si doveva pescare in quella situazione, sono quelle giornate che ti mandano a casa con quel esperienza in più che ci fa crescere nel tempo e che ci danno quella spinta  per migliorare sempre la nostra tecnica.

LUCA PASSARELLA 
SPINNING PASSION STAFF

SPIGOLE FUORI DAGLI SCHEMI......................

Sicuramente è un titolo insolito ,ma e stato scelto per farvi capire che a volte uscire dal classico modo di pescare utilizzando esche nuove, insolite e fuori dai vostri normali canoni ,possa farvi catturare e aprirvi a nuovi e interessanti prospettive .
Con questo mio post voglio parlarvi di due importanti novità che hanno arricchito il mio bagaglio di pescatore di spigola e che sicuramente hanno dato una svolta sia in termini di catture che in termini di nuovo modo di affrontare nuove realtà.
La prima e vera novità e un modo di recupero dell'artificiale che  in alcune situazioni ha dato veramente la svolta alla serata , mentre per secondo parlerei di una tipologia di artificiali che fino a qualche tempo fà non avrei mai pensato utilizzare per la spigola ,ovvero i long jerk.
Ma parliamo di questo mio modo di recuperare l'esca "inconsueto", il tutto e nato l'anno scorso quando in una mia sessione notturna alla spigola in una serata di fine estate me ne stavo tranquillo a recuperare il mio artificiale, quando vedo una spigola  lo insegue e lo scarta, ripeto numerosi lanci e anche altre piccole  spigole inseguono ma non finalizzano l'attacco, molti avrebbero cambiato artificiale  , io invece mi sono intestardito e ho cominciato a recuperarlo in varie maniere fino a quando quasi in preda ad un raptus di follia comincio a recuperarlo in maniera erratica e veloce in modo tale da farlo scartare velocemente a destra e sinistra quasi fosse impazzino, manco a dirlo ecco l'attacco tanto desiderato.
Forse avevo trovato un nuovo modo per stimolare e far attaccare spigole particolarmente sospettose, certo era solo un episodio, ma tutto mi avrebbe fatto intuire che non sarebbe stato un caso isolato, in effetti anche altre volte su pesci sospettosi ho utilizzato questo recupero e non sempre ma spesso ha dato la svolta vincente.
Questo  nuova modalità di recupero lo ho utilizzata con successo anche questa primavera mentre testavo il nuovo SJM 100 , e manco a dirlo anche in questo caso mi ha regalato la cattura che appare nella foto  in testa all'articolo , mi piacerebbe  quanto prima  poter fare un video e condividere con tutti voi questo mio modo di recuperare l'esca e spero sia utile a tutti voi  e  dia soddisfazione come le ha date a me.
La seconda soluzione a me inconsueta ma di sicura efficacia e l'utilizzo di artificiali di generose dimensioni per la cattura della spigola, stò parlando dei longjerk , una tipologia di artificiali fino a poco tempo fa utilizzata da tanti pescatori per la cattura di barracuda serra e altri predatori del sotto costa ma mai da me utilizzata per la spigola, forse perche li ritenevo troppo grandi.
E mia abitudine annotare su un libricino  le catture, le maree proficue, la luna  e tutto quello che ritengo utile per le pescate future , e dopo mi piace rileggere e tirare delle conclusioni e riflessioni.

Nel rileggere i miei appunti specialmente quando si cerca di capire perchè non si e preso niente, mi accorgo di aver scritto "grossa presenza di aguglie", questa è stata la molla che mi ha indotto ad utilizzare molto più spesso i long jerk , confrontandomi poi con un caro amico, espertissimo conoscitore e pescatore della spigola a spinning in laguna veneta e purtroppo recentemente scomparso, mi confida che dal tardo autunno ad inverno inoltrato ara sua abitudine aumentare la dimensione dell'esca perchè in questo periodo la regina ha bisogno di far scorte alimentari per affrontare l'inverno e di conseguenza attacca molto più volentieri esche piuttosto voluminose.
Adesso stiamo andando in contro alla stagione della spigola e spero avervi dato degli input nuovi da mettere in pratica e sarei contento  regalassero a voi come hanno regalato a me grandi emozioni.
In bocca alla spigola e a presto
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF




EFFETTO "SERRA".........................



 Chi pesca in mare sa che ogni annata e caratterizzata da eventi particolari,da catture di specie in abbondanza  o scarsissime , in questi anni però ci siamo abituati a vedere e ad assistere ad eventi o cambiamenti che fino a poco tempo fà ritenevamo impensabili.
Parlo della grande quantità di pesci "serra" che quest'anno hanno invaso il nostro litorale, si tratta di una presenta  crescente anno dopo anno ,che fa da un lato pensare come  il nostro mare stia cambiando , ma da un lato fa gioire noi amanti dello spinning, in quanto questo pesce è assai agressivo e spettacolare con i suoi salti acrobatici.
In questi anni abbiamo cominciato a capire abitudini e spostamenti che questo pesce effettua nel nostro mare , abbiamo inoltre affinato la tecnica e le catture non son certo mancate, insomma anche noi veneti abbiamo a modo nostro cominciato a pescare il pesce serra a spinning.
In questi mesi ho girato più di qualche spot ad orari e momenti diversi e ogni zona ha le sue caratteristiche e particolarità , mi è capitato di prenderli in pieno giorno in alcuni spot , mentre in altri le catture avvenivano solo ed esclusivamente di notte, una buona regola e quella se possibile apprendere più notizie possibili da amici o pescatori locali e cercare di trarre delle conclusioni utili a finalizzare la nostra uscita con successo.
E un pesce particolare, lunatico, esplosivo, un pesce che ti fa soffrire ma allo stesso tempo gioire, un pesce che se è in attività le catture di certo non mancano, un pesce che se non vuole abboccare non c'e verso, insomma questo è il pesce serra.

 Ma tra i vari esperimenti che ho effettuato , una certezza è ben consolidata ed e quella delle esche che più hanno reso in questo caldo periodo, ovvero Long Jerk e i top water, i primi hanno reso particolarmente ad inizio stagione (giugno ) quando ho trovato i serra in acque particolarmente basse , mentre la seconda tipologia ha regalato catture anche di mole nelle  nottate di questo torrido agosto.
Rileggendo la mia agenda dove appunto le catture effettuate , il periodo, la luna ecc ecc ,l'anno scorso da metà agosto in poi c'e stato un  calo dell'attività e sembra proprio che anche quest'anno le cose stiano prendendo la stessa piega dell'anno precedente, comunque resto dell'opinione che anche settembre ci regalerà qualche altro bel serra.
Sarebbe bello l'anno prossimo organizzare una bel "SERRA DAY" un evento dove scambiare le proprie esperienze e naturalmente pescare , uno di quei raduni dove alla pesca si abbina benissimo la compagnia e perchè no anche del buon cibo, chissà l'anno prossimo se riusciamo a fare qualcosa, sono convinto che molti di voi verrebbero volentieri......
A presto e in bocca al serra.
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF


UNA CALDISSIMA ESTATE "ALLETTERATA"

Sembra proprio che quest'anno ci sia una grossa presenza di Tonni alletterati anche nel nostro tratto di mare , e questo fa mettere in fibrillazione noi amanti dello spinning off shore, molti amici di spinning passion hanno fatto catture di tutto rispetto, e spero quanto prima trovare il momento e l'occasione giusta per poter uscire , anche perchè ho giusto un eschetta nuova da provare, non ho dubbio della sua efficacia in quanto questo video girato dall'amico Antonio ne dimostra l'efficacia, ma la voglia di vedere la mia canna in piega e tanta...

Confidiamo nella buona sorte e per ora ci consoliamo con questo video e foto degli amici del seabassclan....
A presto M.P
SPINNING PASSION STAFF

"UN OCCHIONE GRANDE PER GUARDARTI MEGLIO".........


Molti si domanderanno perchè questo titolo, la risposta è semplice date un occhiata all'artificiale che vi voglio parlare e capirete tutto....
Il SJM 100 (occhione per gli amici) e sicuramente una delle novità MOLIX 2015 che più ma ha colpito per vari motivi, primo tra tutti il particolare nuoto che lo contraddistingue e per secondo il design innovativo e diverso dai normali canoni .
Sono ormai diversi mesi che lo stò usando e lo ho testato a lungo prima di tirare le somme conclusive , ma devo ammetterlo che  è nato subito un feeling amorevole, vuoi perchè i risultati sono arrivati fin da subito, o vuoi perchè effettivamente ho trovato quel qualcosa di diverso che si cerca sempre in un artificiale, insomma non giriamoci tanto attorno è "amore".

Ma parliamo delle caratteristiche che lo contraddistinguono, primo il Design innovativo e fuori dai normali canoni con questo grande occhio che e la prima cosa che si nota, per secondo la grande paletta che gli conferisce quel "rollio naturale"in fase di nuoto veramente interessante, e non solo il particolare posizionamento fa rispondere bene l'artificiale sia alle jerkate più lunghe  che a quelle più frenetiche ,  per terzo i ratlling interni che gli conferiscono quell'effetto stimolante in più che in alcune situazioni aiuta non poco.
La primavera appena trascorsa è stata la stagione dove lo ho messo a dura prova e lo ho fatto nuotare e addentare da diversi predatori tutti  di acqua salata, il target da me ricercato è stato raggiunto, ma ve ne parlerò in un secondo momento, comunque le sorprese non son mancate, come una bella e divertente nottata dove delle Cheppie anche di taglia interessante hanno gradito il nuovo artificiale , facendomi divertine non poco...

Questo nuovo artificiale mi ricorda molto il "BRUGAS" , un artificiale nato per un uso prevalentemente in acqua dolce che poi ha trovato molto più uso in acqua salata, ecco penso proprio che questo nuovo JSM100 sia il Brugas del futuro....
A presto con altre interessanti catture con questo innovativo artificiale...........
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF



DAL SOCIAL AL FIUME..........UNA BELLA AMICIZIA


Anche nel mondo della pesca i social negli ultimi anni stanno giocando il loro ruolo, a volte si scatenano pure delle controversie ma oggi vi voglio raccontare una bellissima storia. Molti ragazzi mi scrivono per capire alcuni aspetti sulla pesca della trota e con uno di questi che vive a Roma si è creata una certa amicizia che ho voluto concretizzare. Patrizio e Alessandra sono una coppia di pescatori che ogni anno passano le loro vacanze pescando nei torrenti Trentini e vista l’occasione li ho fatti venire in Veneto per una battuta di pesca. Dopo averci presentato si apre subito il “tema caldo” e fin da subito Patrizio mi spiega che realizza tante catture ma aimè manca la taglia, allora una volta arrivati nel fiume mi permetto di dargli qualche dritta e gli concedo qualche mio artificiale spiegandogli bene il loro utilizzo e le varie potenzialità a seconda degli spot  in modo che possa concretizzare quanto gli ho spiegato e dopo qualche piccola trota come per magia…..STRIKE!!! 
Patrizio incanna una bellissima trota fario che dopo un bel combattimento arriva a guadino, una trota che supera i 45 cm davvero molto bella che riempie di gioia Patrizio ma sopratutto me nel vedere i miei consigli dare risultato e vedere tutta la felicità negli occhi del mio amico. Quella che per me sembrava una giornata storta viste le slamate importanti  dopo poco si ribalta, c’è una corrente impetuosa e lanciato il mio finder nel punto morto della corrente arriva una gran legnata in canna, è 
un bel ibrido di marmorata di ottima misura e subito mi accorgo che l’amo è attaccato a fil di becco e visto che è senza ardiglione il rischio era di slamarla qualora il pesce cominciasse a saltare….. beh ho avuto paura ma alla fine è andata, con i miei amici la ammiriamo e poi via di nuovo nel fiume! La nostra giornata termina con delle catture minori e una bella camminata scambiandoci due chiacchere, porterò sempre un gran ricordo di questi amici che sono venuti a trovarmi e a passare una giornata di pesca con me, facebook  questa volta mi ha regalato due carissimi amici testimonianza che i social tanto discussi possono davvero creare delle belle storie!!!!!
LUCA PASSARELLA
SPINNING PASSION STAFF

UNA ROVENTE ESTATE SOTTO IL SEGNO DEL BIG GAME .....


Il mio interesse per la pesca a 360° mi porta a seguire con interesse qualsiasi manifestazione  o evento che gira attorno al fantastico mondo della pesca,  ultimamente le competizioni di big game stanno sempre più prendendo il sopravvento, vuoi anche per la ricomparsa del tanto amato Tonno rosso, tra le diverse che hanno caratterizzato quest'ultimo weekend , apprendo dalla rete che un team MOLIX si e distinto in una competizione svoltasi in acque calabresi.
Si tratta del Team "BARRACUDA MARINE SERVICE & MOLIX"  composto dai "rocellesi" Edoardo Nanni,Giuseppe Lopresti e il mio grande amico Vincenzo Muscolo, che durante le 7 ore di gara sono riusciti ad allamare un tonno rosso con attrezzatura 30lb, ed è grazie a l'utilizzo di un attrezzatura di questa classe  e la bravura di tutto il team sono riusciti a portare a casa la vittoria in questa prima edizione di questo torneo.

Il marchio MOLIX oltre per distinguersi del mondo dello spinning si e ritagliato uno spazietto anche in questo fantastico modo della pesca d'altura, in effetti il terminale usato durante la competizione dal team Barracuda e stato realizzato con il MOLIX SHOCK LEADER FC.
Spinning Passion si complimenta con tutto il team e spera quanto prima riuscire a fare una pescatina  tutti assieme in quella terra meravigliosa chiamata Calabria.
GOOD JOB BOYS ..
M.P.
SPINNING PASSION STAFF 

PICCOLE ACQUE PER GRANDI EMOZIONI....................


I piccoli corsi d'acqua sono da tanti sottovalutati e disprezzati , ma per gli amanti del light game e Ultra light fishing sono una fonte inesauribile di soddisfazioni e catture,a volte molto più difficili che in corsi d'acqua di portata maggiore.
Questi ambienti si contraddistinguono per il basso fondale, per la sospettosità del pesce in quanto ci può facilmente vedere ,e a volte per la loro difficile praticabilità in quanto poco battuti e spesso le postazioni utili per pescare sono impraticabili.
In molti casi le specie presenti sono diverse, troveremo scardole, cavedani ,bass, carpe , siluri e anche trote, questa varietà ittica comporta approci diversi utilizzando sia soft bait che hard bait , indubbiamente le mie preferite rimangono le esche rigide , ma per esigenze di cattura a volte mi devo adattare alla situazione ed usare le "Gommine".
Le piccole acque con la vista dei pesci possono far  intuire che si tratti di una pesca facile, tutt'altro!!!! si tratta a volte di una pesca dagli approci silenziosi e dalle pose soft per non sospettare i  pesci presenti , e indubbiamente una buona conoscenza dello spot aiuta non poco.
Per uno come mè che è abituato a scontrarsi con grandi quantità d'acqua non e stato certo facile adattarsi a questo genere di ambienti , ma con un po di pazienza e dedizione pian piano le catture sono arrivate e  anche con specie che mai pensavo presenti in corsi d'acqua cosi piccoli.
Nei vari social network sono nate delle vere proprie comunità amanti della pesca light fatta in piccoli ambienti, sintomo che è una pesca dinamica che trova diversi estimatori , una forma di spinning sotto porta fatto in ambienti che nessuno prima avrebbe mai lanciato un esca, ma allo stesso tempo capace di regale catture e divertimento.
Se avete poco tempo a disposizione, e avete un piccolo corso d'acqua vicino casa perchè non provare?????
A presto
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF


DENTICI CROATI...................


Da qualche tempo ho un tarlo che batte perennemente nella mia mente ed e quello di provare quanto prima la cattura di un dentice a jigging, ma visto che nel tratto di mare che solitamente frequento non sono presenti , ecco che la soluzione più vicina si chiama Croazia. Come tutte le nuove avventure si cercano consigli e informazioni utili che ti permettano di affrontare nel migliore dei modi questa nuova sfida, per questo mi sono rivolto ad un amico esperto conoscitore delle acque croate oltre che essere un grande pescatore: GIANLUCA ARAMINI , che già avevo intervistato qualche tempo fà,a lui ho posto alcune semplici domande che aiuteranno tutti coloro abbiano voglia di cimentarsi in questa avventura ....
1- Come scegli lo spot ( profondità conformazione ecc ecc)
 in Croazia ho preso dentici dai 2 ai 70 metri... ma dato che parliamo di pesca in verticale la profondità minima a mio parere su cui è possibile pescare è nel ordine dei 25 metri, in acqua più bassa difficilmente addenteranno un jig o un inchiku. Le zone su cui consiglio di insistere sono quelle battute da forti correnti, le secche, le punte, le rocce isolate e tutte le cadute rocciose.
2-Come affronti lo spot...
 a mio parere una cosa molto importante prima di affrontare uno spot è di farci un giretto sopra, capire qual'è il versante più "animato" valutare bene lo scarroccio e la corrente. Sono dell'idea che mille cale su uno spot siano controproducenti, il pesce si "abitua" alle nostre insidie e non risponde più. Molto meglio (e meno affaticante) fare poche cale precise.  Il tempo speso a studiare il luogo di pesca è tempo speso bene. 
Quindi una volta analizzato lo scarroccio andiamo a posizionarci a monte del nostro spot, spegniamo i motori e aspettiamo che la direzione della barca si stabilizzi prima di iniziare a calare.
3-Che tipo di attrezzatura usi e sopratutto che tipo di movimenti imprimi all'artificiale.
 Per i dentici la canna ideale deve essere leggera e reattiva è inutile insidiarli con attrezzi pesanti. Un attrezzo perfetto per questa tecnica è la skirmjan da light jigging abbinata ad un rotantino potente e leggero, con questo abbinamento si può pescare per  ore senza affaticarsi e si riesce ad imprimere la giusta cadenza all'esca. 
Consiglio di inbobinare trecciati dalle venti alle trenta libbre, ultimamente uso il molix offshore game pe 2, un trecciato robusto e sottile, poco rumoroso negli anelli, abbinato ad un terminale in fluoro di 5 o 6 metri dallo 0,40 allo 0,50 a seconda della pericolosità del fondale.
Di solito quando calo seguo la caduta dell'esca sull'ecoscandaglio e lo tengo sott'occhio durante tutta l'azione di pesca, molte volte si riesce a vedere l'attacco in diretta oppure si vede che un pesce si era interassato al nostro artificiale ma non lo ha attaccato, in quel caso consiglio di ricalare immediatamente e provare a velocizzare il recupero.
Il recupero di un inchiku è fatto di jerkate morbide e ricadute, normalmente alzo la canna e la riabbasso recuperando l'eccesso di filo senza mai perdere il contatto con l'esca. una cosa molto importante è di sollevare l'esca di almeno una ventina di metri prima di ricalarla, va tolta dalla vista del predatore e poi fatta riapparire, i recuperi troppo corti rendono il pesce apatico.
4-Quali sono i periodi migliori per la ricerca dei dentici Croati??
Il periodo più produttivo è sicuramente la primavera, ma possiamo insidiarli tutto l'anno 
5-Dai qualche consiglio a chi volesse affrontare una pescata in Crozia
 I miei consigli sono di utilizzare attrezzatura di ottima qualità, i dentici nei primi metri sono davvero rabbiosi...  scegliere il peso dell'esca in base alla profondità, alla corrente ed allo scarroccio. l'inchiku non deve cadere a piombo ne allontanarsi troppo  dalla verticale, il peso giusto è il minimo che ci permette di entrare in pesca correttamente. La scelta del colore invece è legata alla profondità e alla luminosità della giornata. in acque profonde o in giornate buie consiglio di usare colori glow o molto visibili come il bianco, in acque chiare e luminose colori più naturali.

Un sentito grazie a Gianluca per la sua disponibilità e gentilezza, e chissà prima o poi coroneremo il desiderio reciproco di pescare insieme ,magari nella splendida e unica laguna veneta.

GIANLUCA ARAMINI e MARCO PASQUATO

POPPING FOR PIKE................

Popping for Pike | Preview | from Jonas Høholt on Vimeo.

Girovagando per la rete ho trovato questo bellissimo video , un video dal titolo insolito che può trarre in inganno, bellissime immagini di attacchi a galla da parte di lucci, Bellissimo!!!!!! BUONA VISIONE!!!!! SPINNING PASSION STAFF

SPIGOLE A TUTTA GOMMA.........................

Quando molti anni fà ho cominciato a pescare le spigole, tanti mi raccontavano già all'epoca di spigole prese con esche siliconiche, io chissà perchè non riuscivo a capire perche nelle mie zone non funzionavano , oppure davano risultati altalenanti, ecco perche ho sempre utilizzato con successo le esche dure e in particolar modo jerk dai 12cm in sù.
Gli anni passano e di conseguenza si provano zone nuove e si acquisiscono informazioni nuove da mettere in atto, ecco che nell'ultimo anno ho dedicato parecchio tempo all'utilizzo dei siliconici ,e  le  soddisfazioni non si son certo fatte attendere poi molto.
La laguna veneta e un ambiente particolarmente strano con caratteristiche uniche nel suo genere, e un intrigo di canali con varie profondità, un misto di zone di posidonia misto sabbia, distese enormi con profondità massima 50 cm, insomma un ambiente difficile  che comporta tempo e sacrifici prima di conoscerlo ,ma  che sa regalare grandissime soddisfazioni.
Non solo laguna , ma un pò tutti gli ambienti dove la spigola è presente possiamo utilizzare le soft bait con successo, basta trovare il giusto montaggio o innesco e prima o poi i risultati non tarderanno ad arrivare, certo come dico sempre dovremmo dedicare più di un uscita a capire lo spot ma con pazienza e tenacia che contraddistingue molti appassionati dello spinning alla spigola i risultati arriveranno....

Tra le varie tipologie di soft bait che utilizzo,gli shad senza dubbio sono quelli  che preferisco , vuoi per la loro versatilità o vuoi per la somiglianza con le specie foraggio presenti , tutti poi si prestano a molteplici tipologie di  inneschi  , dal classico drop shot che utilizzo in acque particolarmente chiare e con spigole sospettose, all'immancabile innesco su jig head per pesche in zone più profonde, fino all'utilizzo di ami tipo wide gap piombati che utilizzo in zone erbose o in quei momenti dove la corrente porta molta erba in mare e l'utilizzo di artificiali con ancorette risulta particolarmente controproducente.
Un caro amico ultimamente mi ha svelato uno dei suoi inneschi preferiti , un montaggio un pò inusuale per la spigola ma  che nell'ultimo periodo gli stà dando risultati ottimi, si tratta di un rig denominato Zero Dan che la casa nipponica DECOY propone per la pesca al bass, .
E un particolare modo di innescare l'esca che gli dona  mobilità e naturalezza, ottima soluzione per spigole particolarmente sospettose e diffidenti , personalmente per dare maggiore naturalezza a tutto ho abbinato un esca che della mobilità ha il suo cavallo di battaglia il MOLIX Sator WORM nella misura da 5,8" pollici, una piccola aguglia sguizzante. preda ambitissima dalla spigola.
Con la stagione calda alle porte la pesca con i siliconici è una delle scelte da preferire in quanto in questo periodo la spigola è particolarmente svogliata, o ha finestre di attività minori rispetto altri periodi, pertanto se avete in mente una battuta di spinning alla spigola mi raccomando portate con voi sempre qualche buon siliconico.
A presto 
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF